Napoli (askanews) - La geologa Ida Aquino, Responsabile dei Servizi Operativi della rete "tiltmetrica" dell Osservatorio Vesuviano che monitora l'attività del vulcano campano allo scopo di prevedere eventuali eruzioni, ha spiegato ad askanews come si sta realizzando il potenziamento di questo sistema di controllo nelle aree di competenza."Fino a tre anni fa i rilevamenti dei segnali "tiltmetrici" venivano effettuati con sensori di superficie. Sul Vesuvio ci sono due stazioni con sensori di superficie in funzione dagli anni '90, una situata nel bunker della sede storica dell Osservatorio Vesuviano, in prossimità dell edificio borbonico (Ovo), e un altra nel giardino del vecchio acquedotto vesuviano a Torre del Greco (Cmd). C'era una terza stazione di superficie funzionante, in prossimità di una struttura della forestale di Trecase che è andata in disuso. E lì che nel 2011 abbiamo installato il primo sensore a profondità 26 metri nel sito denominato Trc. Dal quel momento è cominciata la nostra avventura con questa tipologia di strumentazione di sensori molto più sensibili e installati in fori profondi". Lunedì 24 novembre 2014 la giovane geologa è, con il team al completo, sul Colle Margherita per l installazione del secondo sensore di profondità che monitora il vulcano. Dal punto in cui si trova la squadra, a pochi metri dal cancello del rifugio Imbò, parte un sentiero che porta a un altro luogo individuato per l installazione di un terzo sensore (sito Cmt). Un quarto sarà installato nel giardino del vecchio acquedotto vesuviano così da poterlo agganciare a quello esistente che è in superficie e un quinto (Ccr) in prossimità della vecchia Stazione Funicolare del Vesuvio in località Crocelle. "Dalla predisposizione del foro in cui si alloggerà il sensore all installazione passano un paio di mesi". Si tratta di installazioni importanti, dunque, necessarie per consentire di intercettare anche i più piccoli cambiamenti al netto della normale escursione termica che la superficie registra quotidianamente.