Milano (askanews) - Il pianeta Terra potrebbe essere entrato in una nuova fasedi estinzione di massa, la sesta e gli uomini potrebbero essere tra le prime vittime, 65 milioni di anni dopo l'evento che cancellò i dinosauri.Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances che riprende una ricerca della Duke University pubblicata nel 2014 e che è stato condotto da ricercatori di tre prestigiose università americane: Stanford, Princeton e Berkeley. Secondo gli scienziati i vertebrati stanno scomparendo a un ritmo 114 volte più veloce del normale.Per Gerardo Ceballos, uno degli autori dello studio, se questa fase continuerà al ritmo attuale, ci vorranno molti milioni di anni affinché la vita sulla Terra possa riprendere e il genere umano scomparirà molto presto".I ricercatori hanno studiato i tassi storici di estinzione dei vertebrati esaminando i reperti fossili e rilevato che gli attuali tassi di estinzione sono più di cento volte superiori ai periodi in cui la Terra non attraversava una fase di estinzione di massa. Dal 1900, oltre 400 vertebrati in più sono scomparsi. Una perdita che normalmente si verifica in 10mila anni.Tra le cause dell'estinzione, afferma lo studio, ci sono il cambiamento climatico, l'inquinamento e la deforestazione. L'effetto valanga della distruzione degli ecosistemi comporta che l'impollinazione da parte delle api potrebbe sparire nel giro di tre generazioni. Secondo il professore di Stanford, Paul Ehrlich: "Il mondo è pieno di specie che sono sostanzialmente morti viventi. Stiamo segando il ramo su cui siamo seduti".(Immagini Afp)