Roma (askanews) - "Sono contento che questo pianeta sia saltato fuorio, anche così vicino e sono convinto che non ci vorrà tanto prima che qualcuno riesca ad andarci. Forse non saremo noi ma non vogliamo mica far tutto"?È l'opinione dell'astronauta italiano dell'Esa, Paolo Nespoli in merito alla recente scoperta del pianeta "gemello" della Terra, Kepler 452b che potenzialmente potrebbe ospitare la vita. Nespoli ne ha parlato a Roma, rispondendo alle domande dei giornalisti, nel corso della presentazione della sua prossima missione spaziale, assegnatagli dall'Agenzia spaziale italiana (asi() e prevista per maggio 2017."Mi chiedono sempre se credo agli extraterrestri, la mia risposta è sì: ho vissuto in orbita con 5 di loro, ma in quel caso eravamo noi. Non ho mai visto extraterrestri che vengono da altri pianeti, ma questo non vuol dire che non esistano. Sono convinto che tra i miliardi e miliardi di stelle ci sia un posto simile alla terra che dia a una specie più o meno come la nostra di svilupparsi. Ora che questo pianeta sia a 1400 anni di luce è un po' un problema oggi, ma se uno guarda la storia, tutte le volte che abbiamo scoperto qualcosa che era impossibile da fare, qualcuno che non lo sapeva che era impossibile si è svegliato e lo ha fatto. Quindi dobbiamo dare credito ai ragazzi, devono sognarecose impossibili, poi svegliarsi e darsi da fare. Ora che sappiamo che c'è questo pianeta troviamo il modo. È un'opportunità per i ragazzini giovani, ci sarà qualcuno che inventa il teletrasporto o qualcos'altro".