Kourou (askanews) - Lancio riuscito a Kourou, in Guyana francese, senza ulteriori rinvii per il razzo Vega, di costruzione italiana, che ha portato nello Spazio la sonda dell'Esa Lisa Pathfinder, apripista del laboratorio e-Lisa che entro il 2034, andrà a caccia di onde gravitazionali, increspature nello Spazio-tempo, teorizzate da Albert Einstein oltre un secolo fa ma mai rilevate direttamente.La missione Esa è stata realizzata con il contributo dell'Agenzia spaziale italiana (Asi) che ha offerto al progetto un importante Know how scientifico e tecnologico; sono "made in Italy", infatti, il pannello fotovoltaico e il sistema di micro-propulsione a gas freddo, realizzati da Finmeccanica-Selex ES nonché i sensori inerziali della sonda, realizzati dalla Compagnia generale per lo spazio (Ggs) su progetto dei ricercatori dell Università di Trento, guiodati dal Principal Investigator della missione, Stefano Vitale, dell Istituto nazionale di fisica nucleare."È un po' come ascoltare l'Universo - aveva spiegato ad askanews nel corso della conferenza stampa di presentazione della missione - ci sono sorgenti che noi non possiamo vedere, grandi corpi, buchi neri che collassano l'uno nell'altro che emettono le onde gravitazionali ma non emettono luce. Quindi c'è una parte dell'Universo invisibile e lontanissima che si potrà vedere solo quando avremo costruito un rivelatore di onde gravitazionali in grado di misurarli ed intercettarli".La sonda si stabilizzerà a circa 1.5 milioni di chilometri dal nostro pianeta, nel punto di Lagrange, dove si equilibra la gravità di Sole e Terra. Misurando con il laser del suo Optical Metrology Subsystem, lo spostamento dell'ordine di un picometro - un miliardesimo di millimetro - di due cubi d oro-platino, posizionati a 5 milioni di Km di distanza l'uno dall'altro, sarà in grado di rivelare l'eventuale passaggio delle onde gravitazionali.