Milano (askanews) - Ci sono volute 11 manovre e oltre 2 settimane di sudori freddi ma alla fine l'Agenzia spaziale europea (Esa) è riuscita a ripristinare almeno uno dei 2 satelliti della costellazione Galileo, il sistema di navigazione satellitare europeo che ad agosto 2014, per un problema al lanciatore Soyuz, erano finiti su un'orbita errata, divenendo di fatto inutilizzabili.Il satellite ha raggiunto quindi la sua nuova orbita a una quota di circa 24mila km dalla Terra e ha trasmesso il suo primo segnale, ritenuto buono e in linea con le aspettative.Doresa e Milena, questi i nomi dei 2 satelliti, rispettivamente il quinto e sesto della costellazione, erano partiti il 22 agosto dallo spazioporto di Kourou, nella Guyana francese. Negli ultimi mesi non sono mai stati persi di vista dai tecnici delprogramma, che hanno corretto l'orbita del primo dei due ed effettuato test che hanno dato esito positivo. Le stesse manovre, ora, sono pianificate per ripristinare anche l'altro satellite.Una commissione valuterà, poi, l'esito delle prove e deciderà se i due satelliti potranno essere effettivamente diventare operativi per la navigazione e i servizi di Protezione civile.Una volta completata, la costellazione Galileo sarà formata da 30 satelliti, anche se ne basteranno già 24 per far entrare in funzione il programma, iniziato nel 2011.