Gerusalemme, (askanews) - Storia di un successo tutto italiano, il lanciatore Vega ha tenuto banco alla conferenza astronautica internazionale, lo Iac, di Gerusalemme, con un workshop voluto dall'Agenzia spaziale italiana che ha chiamato a raccolta il mondo della ricerca e soprattutto dell'industria. Obiettivo, in un appuntamento inserito tra i principali meeting del più importante evento mondiale sulle politiche spaziali, fare il punto sull'evoluzione ormai prossima del programma. Lo conferma ad askanews il presidente dell'Asi, Roberto Battiston:"Si è trattato di un momento molto atteso perchè il Vega C che è evoluzione del Vega attuale, avrà il suo primo lancio nel 2018 e contribuirà a far nascere la nuova famiglia di lanciatori europei che ricordiamo è basta sugli Ariane a 2 e 4 motori e sul Vega. La cosa importante è che il motore del Vega, il P120, motore costruito a Colleferro è ormai diventato il riferimento per tutti i lanciatori europei e sarà prodotto in quantità fino a 35, 37 pezzi per anno perchè è l'elemento comune e il Vega sarà il primo a certificarlo con un lancio mettendo in luce le sue potenzialità".In attesa del Vega C, il fitto calendario missioni del vettore made in Italy vede ormai vicino il lancio della missione Lisa Pathfinder, ai primi di dicembre, e guarda alla propulsione elettrica per la gestione ottimale del posizionamento in orbita dei payloads, con focus principale sui satelliti per comunicazione. Una vita operativamente vissuta a 360 gradi, come sottolinea ancora Battiston, in virtù di un'offerta di possibilità ad ampio respiro:"Il Vega offre un ventaglio di possibilità che vanno dalla scienza alle applicazioni commerciali passando per tutte la tecnologie che è necessario sviluppare per poter mantenere il programma e l'Italia alla frontiera dei lanciatori europei", conclude Battiston.