Milano (askaews) - Metti due cubetti d'oro-platino come questi, di circa 10 centimetri di lato ma pesanti quasi due chili, in orbita a circa 1 milione e mezzo di km dalla Terra e a 5 milioni di Km l'uno dall'altro. Aggiungi un interferometro laser, ovvero uno strumento che misura le loro variazioni di posizione con una precisione di un miliardesimo di centimetro ed ecco servita una nuova missione spaziale dell'Esa (European space agency): LISA-Pathfinder pronta a dare il via alla prossima frontiera dell'esplorazione, in grado di misurare le onde gravitazionali, generate dal movimento dei corpi celesti nello Spazio. Stefano Vitale, principal investigator della missione."È un po' come ascoltare l'Universo - ha spiegato - nel senso che ci sono sorgenti che noi non possiamo vedere, grandi corpi, buchi neri che collassano l'uno nell'altro che emettono le onde gravitazionali ma non emettono luce. Quindi c'è una parte dell'Universo invisibile e lontanissima che si potrà vedere solo quando avremo costruito un rivelatore di onde gravitazionali in grado di misurarli ed intercettarli".Nella sede milanese della Compagnia generale per lo Spazio (Cgs) sono stati ufficialmente consegnati all'Esa i sensibilissimi sensori di LISA-Pathfinder, realizzati grazie al finanziamento dell Agenzia Spaziale Italiana (Asi), su progetto dei ricercatori dell Università di Trento e dell Istituto nazionale di fisica nucleare.Roberto Battiston, presidente di Asi."È dai tempi di Einstein - ha detto - quindi ben più di un secolo, che si sa che ci sono questo tipo dionde che modificano lo Spazio e il tempo, abbiamo già un'indicazione indiretta grazie all'osservazione di alcune stelle doppie, con la tecnologia di LISA-Pathfinder un domani andremo a vederle direttamente nello Spazio"La gestazione di LISA-PAthfinder è durata quasi 15 anni ma la data della partenza, con un razzo Vega (anch'esso di costruzione italiana) lanciato dalla base di Kourou in Guyana francese, è stata finalmente fissata al 2015.