Roma, 22 feb. (askanews) - Italia e Argentina hanno un forte legame storico e culturale ma condividono anche numerosi progetti di ricerca. Nel corso dell'ultima riunione degli addetti scientifici alla Farnesina, Askanews ha intervistato Josè Kenny, dal 2015 addetto scientifico presso l'ambasciata d'Italia a Buenos Aires, a cui ha chiesto se è vero che questo legame speciale vale anche per la ricerca:''Sì, certo. L'Italia - spiega Kenny - è il Paese più presente in Argentina, probabilmente supera anche la Spagna. Le immigrazioni del '900 hanno lasciato una classe di professionisti che man mano hanno cominciato ad accuparsi anche di scienza e ricerca. Nel settore scientifico c'è una forte presenza di italiani in Argentina, ma anche di italo-argentini che si sono formati in Sudamerica e che continuano a lavorare in stretto contatto con Enti di ricerca e Università italiane".Su quali tematiche scientifiche sono più forti le relazioni tra i due Paesi?''Ci sono diversi settori, in particolare l'ambito della Salute, dove ci sono molte collaborazioni in atto. L'ospedale italiano di Buenos Aires è l'ospedale più grande d'Argentina e ce n'è anche un altro a Rosario. Ci sono competenze in ambito scientifico della Salute che rendono facile la collaborazione tra Italia e Argentina. Un altro settore - sottolinea l'addetto scientifico a Buenos Aires - è quello della fisica, dove si registrano diversi importanti esperimenti congiunti. Adesso andiamo a celebrare il decimo anniversario del Progetto Pierre Auger, che vede una partecipazione importante dell'Italia e dell'Argentina".Kenny si riferisce al più grande rilevatore al mondo di raggi cosmici di altissima energia, dedicato al fisico francese Pierre Victor Auger. L'osservatorio si trova in piena pampa argentina e si estende per 3mila Km quadrati, quasi quanto la superficie della Valle d'Aosta.