Milano (askanews) - I capricci a tavola sono uno dei grandi problemi delle mamme nell'educazione dei figli. Non tutti sanno che la preferenza per il sapore dolce e la consistenza cremosa sono innate, mentre il rifiuto del sapore amaro è geneticamente determinato. Questo non significa che bisogna arrendersi, perchè il gusto si può e si deve modificare come spiega il Dr. Giovanni Gravina, Medico specialista in endocrinologia della ASL 5 di Pisa."Per modificare una predisposizione genetica così potente occorre il calore, la pazienza, la graduale esposizione ad un cibo, ripetuta a lungo, facilita l'accettazione di quel cibo. Tutto è più semplice se il bambino impara che quei cibi sono familiari, buoni per gli altri, che può giocare con quei cibi. Qualunque prescrizione di tipo autoritario è sicuramente controproducente e aumenterà l'opposizione del bambino".Le preferenze alimentari nei bambini vengono dunque apprese attraverso l'esperienza con il cibo che si forma nei primi tre anni di vita. Per questo in occasione della conferenza "Ruolo materno nell'educazione nutrizionale del bambino" a Expo 2015 nello spazio donna di Padiglione Italia è stato ribadito l'invito a fare attenzione alle esperienze sensoriali dei bambini con il cibo "industriale" ad alta densità energetica. L'obesità infantile e altre patologie infatti sono fortemente legate all'assunzione di questi cibi tanto attraenti quanto potenzialmente dannosi. In ogni caso comunque non bisogna mai demonizzare il cibo che è strumento essenziale di vita.