New York (askanews) - L'allarme è stato lanciato dall'Onu. A causa del Ni o, il fenomenoclimatico periodico del Pacifico centrale che provoca inondazioni, siccità e altre violente perturbazioni. Il Ni o prossimo venturo potrebbe avere effetti molto gravi e lasciare quattro milioni di persone senza cibo e acqua potabile. Secondo gli esperti delle Nazioni Unite infatti quello che si sta preparando in questi mesi sarebbe il peggiore degli ultimi 65 anni e in grado di provocare eventi meteorologici estremi finendo per essere più disastroso di quello del 1997-98 quando morirono 23mila persone.Forse anche per questo i paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici hanno creato un gruppo di pressione per agire in modo più efficace contro il global warming. Si tratta di 20 paesi che rappresentano circa 700 milioni di persone, i più poveri e più vulnerabili del mondo, un gruppo in un certo senso speculare a quello del G20, quello che riunisce le economie più avanzate del pianeta.Faranno parte del V20, nel senso di "Vulnerable 20" Afghanistan, Bangladesh, Barbados, Bhutan, Costa Rica, Etiopia, Ghana, Kenya, Kiribati, Madagascar, Maldive, Nepal, Filippine, Ruanda, Saint Lucia, Tanzania, Timor Est, Tuvalu, Vanuatu e Vietnam. L'obiettivo del V20 sarà quello di rafforzare la cooperazione e l'azione economico-finanziaria per far fronte ai rischi dei cambiamenti climatici e promuovere il passaggio verso un'economia globale a livelli più bassi di anidride carbonica.Il gruppo si propone inoltre di migliorare l'accesso ai mezzi finanziari internazionali per fare fronte a siccità, alluvioni, scioglimento dei ghiacci e livelli dei mari crescenti grazie alla creazione di un meccanismo assicurativo che unisca pubblico e privato contro i disastri provocati dal global warming. Anche perché il gruppo V20 contribuisce solo al 2% delle emissioni dei gas effetto serra ma dal 2010 lamenta una media di oltre 50mila morti ogni anno per le conseguenze del rialzo delle temperature.(Immagini Afp)