New York (askanews) - Oltre 22 milioni di persone potranno avere bisogno di aiuti alimentari all'inizio del 2016, solo nell'Africa orientale, a causa del Nino, fenomeno climatico periodico nell'Oceano Pacifico centrale che provoca inondazioni, siccità e altre violente perturbazioni. Si tratta di una cifra in aumento dell'83% rispetto a un anno fa, si legge in un rapporto dell'Ufficio di coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite. In altre parole, e più concretamente, il totale complessivo passerà dai 12 milioni di persone del 2015 agli oltre 22 dei primi mesi del 2016.Il Nino dovrebbe intensificarsi nei prossimi mesi e manifestare i suoi effetti potenzialmente devastanti, a causa dello sconvolgimento del regime delle precipitazioni, sino al 2016, incrementando il rischio di eventi meteorologici estremi."Quest'anno il Nino sarà con ogni probabilità uno dei peggiori mai registrati, spiega Rogerio Bonifacio del World food program. Metterà a rischio un numero maggiore di persone che per sopravvivere dovranno fare ricorso al Programma alimentare mondiale. Tutto ciò avrà ripercussioni su larga scala, dall'America centrale all'Africa meridionale e orientale e metterà a dura prova le nostre capacità d'intervento".Alcuni paesi, come Sudan, Eritrea, Etiopia e Gibuti potrebbe essere colpiti da intense siccità mentre altri, come Kenya, Somalia e Uganda, saranno minacciati dalle alluvioni. Preoccupa, soprattutto, l'Etiopia. Qui, secondo l'Onu, il numero di persone a rischio alimentare è passato dai 2,9 milioni di inizio 2015 agli 8,2 di oggi e potrebbe salire drammaticamente a 15 milioni nel 2016. D'altra parte, segnala il rapporto dell'Ufficio di coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite, il numero delle persone a rischio inondazioni si collocherà all'interno di una forbice compresa tra i 2,7 e i 3,5 milioni.(Immagini Afp)