Milano (TMNews) - Un oceano di acqua liquida, potenzialmente in grado di ospitare la vita, sotto la superficie ghiacciata di Encelado, una delle lune di Saturno di appena 500 km di diametro.La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, è di portata epocale e la paternità è tutta italiana. L'ipotesi, infatti, è stata formulata da una squadra di scienziati dell'università La Sapienza di Roma, guidata da Luciano Iess e finanziata dall'Agenzia spaziale italiana.Secondo Iess, il contatto fra l'acqua e le rocce silicatiche della luna "rendono l'ambiente favorevole a reazioni chimichericche e complesse che, in presenza di una possibile fonte di energia, potrebbero creare condizioni prebiotiche", ovvero favorevoli allo sviluppo della vita.Questi enormi geyser erano sotto osservazione da anni; getti potentissimi di vapore che s'innalzano per km nell'atmosfera di Encelado. Ora gli scienziati sono convinti che siano originati proprio dalla presenza di un gigantesco oceano liquido, sepolto sotto la crosta ghiacciata del corpo celeste, spessa anche fino a 30 Km.L'oceano si troverebbe nell'emisfero sud di Encelado, sarebbe profondo 10 chilometri compresso fra il ghiaccio e il fondale roccioso. A mantenerlo nello stato liquido sarebbe, secondo gli scienziati, il movimento delle maree dipendente dalla rotazione della luna attorno a Saturno.L'osservazione ravvicinata di Encelado è stata resa possibile dalla sonda dell'Agenzia spaziale europea Huygens-Cassini, che orbita attorno a Saturno dal 2004.