Milano (askanews) - Il filosofo tedesco Feuerbach diceva già nell'Ottocento che "l'uomo è ciò cha mangia". Ora ce lo conferma anche la nutrigenomica, nuova scienza che studia le relazioni tra patrimonio genetico e cibo. Una disciplina che permetterà presto di definire, per ciascuna persona, l'alimentazione e lo stile di vita in grado di combattere la maggior parte delle malattie. E proprio per cercare di spiegare l'importanza della relazione fra persona e cibo la Svizzera ha deciso di allestire all'interno del proprio padiglione all'Expo 2015 una mostra interattiva realizzata da Nestlé insieme all'Istituto Auxologico Italiano e alla sua endocrinologa Cecilia Invitti: "Ci sono dei cibi che possono attivare, accendere o spegnere, determinati geni del nostro Dna e questo porta a delle modifiche delle funzioni fisiologiche e neurologiche".Tutto questo è ereditabile, ma anche reversibile attraverso un'alimentazione ben precisa."Se i nostri genitori hanno indotto delle modificazioni geniche che hanno cambiato una funzione il figlio le avrà, ma se il figlio si metterà a mangiare in maniera corretta seguendo quelle che sono le nostre conoscenze attuali potrà riuscire a revertire questo accendimento di geni negativi". La mostra metterà in evidenza l'importanza dei primi 1000 giorni di vita, periodo considerato fondamentale per il corretto sviluppo del corpo e del cervello, in cui la nutrizione gioca un ruolo chiave per la salute.