Milano (askanews) - "Il bonus food che ho portato dall'Italia mi sta salvando soprattutto nei pranzi , perché sono delle buste concepite con il concetto del piatto unico dove si mette una combinazione di proteiene, carboidrati (nel mio caso pollo o sgombro) e poi la verdura".Il Pranzo di Natale spaziale sarà "made in Italy" per Samantha Cristoforetti, l'astronauta italiana dell'Esa e capitano pilota dell'Aeronautica militare che il 12 dicembre ha parlato per la prima volta ai media italiani dalla Stazione Spaziale internazionale, dove si trova per la missione di 6 mesi "Futura" dell'Asi."Se mi capita di trovare nella busta dei cibi che so che un miocollega ama particolarmente - ha spiegato Samantha dallo Spazio - glielo metto nella calza, quindi penso che a Natale ci scambieremo dei piccoli doni".Regali culinari, dunque. Per capire come nasce il cibo degli astronauti siamo andati negli stabilimenti Argotec di Torino, dove lo chef Stefano Polato ha preparato le pietanze per l'astronauta italiana."Per stare in linea con il concetto di sana alimentazione che attraverso Samantha vogliamo divulgare durante la sua missione - ha spiegato lo chef - dobbiamo fare attenzione ai metodi di cottura perché, ogni volta che prendiamo in mano degliingredienti, rischiamo di fare dei danni non solo alle pietanze ma anche a noi stessi. In questo caso non utilizzeremo sale, e al suo posto useremo le spezie, come è stato fatto per tutto il bonus food di Samantha".Curcuma al posto del sale, bacche di Goji come antiossidante, ingredienti semplici ma efficaci. Ma per gli italiani, si sa, non c'è pranzo che si rispetti che non finisca con un buon caffé. Ecco perché Argotec ha inventato IssPresso, la prima macchina da caffé spaziale che lavora in microgravità non molto diversamente da quelle sullaTerra, come ci ha mostrato l'Ad e fondatore dell'azienda, David Avino. "L'astronauta - ha spiegato - non farà nient'altro che aprire la porta, andare a staccare il sacchettino, inserire la cannuccia e gustare un buon caffé a 400 Km dalla Terra".