Darmstadt (askanews) - "Non potremmo essere più felici di così", è letteralmente fuori di sé dalla gioia Andrea Accomazzo, capo della missione Esa "Rosetta", subito dopo la conferma dell'avvenuto atterraggio del lander Philae sulla cometa Churyumov-Gerasimenko.Ed eccolo Philae, fotografato dalla sonda madre Rosetta mentre scende verso la cometa, ed ecco Rosetta vista da Philae nel momento del distacco. Immagini suggestive di questa giornata storica per la ricerca aerospaziale: il primo atterraggio di un satellite costruito dall'uomo su un corpo celeste che viene dai confini del sistema solare. Poterlo studiare da vicino, anche grazie al contributo dell'Italia e dell'Agenzia spaziale italiana (Asi), sarà come fare un salto indietro nel tempo, a miliardi di anni fa, quando si formarono i primi protopianeti. Amalia Ercoli Finzi, del Politecnico di Milano ha aspettato questo momento forse per tutta la vita: è lei la scienziata che ha ideato il sistema per analizzare il suolo della cometa."È chiaro che è una sfida enorme - ha detto ad askanews - stiamo imparando adesso com'è fatto il terreno della cometa e quindi stiamo lavorando sul campo e quando avremo l'informazione giusta, quando sapremo di che cosa è fatto il cuore della cometa, sapremo anche quello che ci è arrivato dagli altri mondi".La discesa di Philae verso la cometa in rotazione è stata tutt'altro che semplice. Sette ore di puro terrore, in cui i tecnici del centro di controllo dell'Agenzia spaziale europea (Esa) a Darmstad, in Germania hanno tenuto il fiato sospeso. La difficoltà l'ha mostrata chiaramente in orbita l'astronauta tedesco dell'Esa, Alexander Gerst poco prima di rientrare sulla Terra."Rosetta è già un successo - ha commentato il direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea, Jean-Jacques Dordain - l'80% dei risultati scientifici attesi è stato ottenuto dalla sonda, ma Philae darà delle informazioni sulla cometa che non potremmo avere da Rosetta".