Darmstad (askanews) - L'impresa è compiuta: il lander Philae della sonda spaziale europea dell'Esa Rosetta è atterrato con successo sul sito Agilkia della cometa 67P Churyumov-Gerasimenko, a oltre 500 milioni di Km di distanza dal pianeta Terra.Una missione di portata storica che ora entra nella fase cruciale: perforare il suolo della cometa - grazie al trapano Sd2 messo a punto dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) con il Plitecnico di Milano e Selex Galileo - per rivelarci i segni della formazione del sistema solare e se in esso possano esserci elementi chimici, compatibili con la vita come quelli presenti sulla Terra.Cosa succederà delle prossime ore lo ha spiegato ad askanews Amalia Ercoli Finzi, la scienziata del Politecnico di Milano che ha ideato il trapano Sd2."Il nostro compito è raccogliere i campioni - ha detto - quindi con una velocità bassissima, impiegheremo circa una paio d'ore per raggiungere il suolo cometario, dobbiamo raccogliere i campioni, trasportarli al livello del suolo da una profondità di 20 centimetri e poi consegnarli ai vari fornetti dove verranno scaldati e i vari strumenti potranno leggere la composizione".La polvere prelevata in un ambiente sconosciuto, a oltre 200 gradi sotto zero per essere analizzata verrà scaldata in fornetti con la potenza di una lampadina da albero di Natale."La primissima missione scientifica durerà 3 giorni - ha concluso la professoressa Finzi - e sarà alla fine di questi 3 giorni che riusciremo ad avere le prime informazioni".