Madrid (TMNews) - Nelle cantine del Museo Reina Sofia di Madrid i restauratori hanno un valido alleato per salvaguardare i capolavori dell'arte moderna: Pablito, un robot che è una grande fotocamera mobile dotata di filtri infrarossi e ultravioletti, che immortala la tela in centinaia di scatti, rilevando crepe, pieghe e rotture invisibili a occhio nudo."Il robot muove la macchina fotografica con grande precisione sull'intera superficie della tela, scattando centinaia di foto. In alcuni punti fa anche migliaia di scatti", spiega Umberto Duran esperto di information technology al museo"Questo fotografie poi messe insieme, in una sorta di puzzle, generano una mega-foto, una foto enorme che ci consente di guardare all'interno dell'opera e rilevare infiniti dettagli che l'occhio umano non può osservare"In questo momento la macchina sta scansionando l'olio su tela di Mirò "Donne e uccelli nella notte" del 1974."Nello specifico, con questo lavoro di Mirò noi abbiamo già visto che ci sono una serie di strati, macchie e segni che erano completamente nascosti e che sono apparsi grazie ai raggi ultravioletti".Il nome del robot, Pablito, nasce dal primo lavoro che gli è toccato fare: immortalare, in 22mila scatti, Guernica di Picasso. Da allora ha scansionato circa una dozzina di capolavori, prevalentemente di Mirò che il prossimo anno voleranno negli Stati Uniti per una mostra dedicata al pittore catalano.