Cagliari (TMNews) - Dalle immensità del Cosmo agli spazi angusti delle grotte della Sardegna; due settimane d'isolamento totale per sperimentare come il fisico umano si adatti a vivere in condizioni estreme. L'astronauta dell'Esa (European space agency) e maggiore pilota dell'Aeronautica Militare, Luca Parmitano, reduce da 6 mesi nello Spazio per la missione dell'Asi (Agenzia spaziale italiana) "Volare" e ora anche ambasciatore del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea, è uno dei protagonisti della missione Esa Caves 2014 alla quale, oltre a lui, partecipano altri 4 "uomini delle stelle"."Fare esplorazione spaziale - ha spiegato Parmitano - significherà un giorno arrivare su un nuovo pianeta che dovrà essere esplorato. Non possiamo immaginare di esplorare solo la superficie, ma bisognerà spingersi sotto la superficie perché potrebbe essere un ambiente più adatto alla vita e alla terraformazione".Andare lì dove nessuno è mai giunto prima, insomma, sottoterra come nello Spazio. Come in un film di Star Trek solo che qui è tutto reale e lo scopo della missione Caves, oltre all'esplorazione della parte sconosciuta delle grotte per studiarne fauna e composizione chimica, è soprattutto collezionare dati scientifici su come buio e isolamento influenzano i rapporti tra individui."Io sono sicuro che ci sarà un effetto sulla psiche di ciascuno di noi nel vivere sottoterra in assenza di luce naturale per tutto questo tempo - ha spiegato l'astronauta - ma non credo che andrà a influire sul modo di comportarci perché siamo stati addestrati e anche selezionati per fare questo tipo di lavoro".Vivere sotto terra, dunque, non è molto diverso che stare sulla Stazione spaziale internazionale. E anche imparare a gestire la paura del buio fa parte del gioco."La paura è veramente una stanza buia, sono d'accordo - copnclude Parmitano - però fortunatamente la conoscenza è la luce che ci permette di superare queste paure e l'addestramento che abbiamo ricevuto in questi giorni è proprio quella luce".