Gerusalemme, (askanews) - Più di 3500 partecipanti, tra scienziati, ricercatori, rappresentanti dell industria di settore, 40 capi di agenzie spaziali nazionali, a cominciare dalla Nasa, dalla russa Roscosmos, la giapponese Jaxa e ovviamente l agenzia spaziale europea, l Esa. Duemila presentazioni e 30 simposi. Sono i numeri della 66edizione dello Iac, la conferenza astronautica mondiale, che quest anno fa tappa a Gerusalemme tra eccezionali misure di sicurezza.Convocati dunque nella città santa gli stati maggiori dello Spazio che conta, per una quattro giorni di dibattito e confronto dalle missioni umane su Marte alle ultime applicazioni industriali in ambito spaziale, non solo satelliti. Tra le tante illustri bandiere presenti, a Gerusalemme sventola comunque alta quella tricolore. Forte la partecipazione degli stakeholders spaziali del bel paese, Cnr, Inaf, con in testa l Agenzia spaziale italiana. Proprio l Asi con il presidente Roberto Battiston che è anche vicepresidente della Iaf, la federazione astronautica internazionale padrona di casa allo Iac, ha promosso uno degli appuntamenti principali dell edizione 2015: il worskshp sul lanciatore made in Italy Vega, ormai tra i protagonisti del segmento dei lanci spaziali in orbita bassa. E grazie all Asi c è a Gerusalemme anche l futuro prossimo della ricerca spaziale nazionale, con l Università la Sapienza e il dipartimento di Ingegneria astronautica presenti con il professor Fabio Santoni e con promettenti studenti ricercatori. Grazie all Asi abbiamo potuto sviluppare due progetti del segmento dei cosiddetti Cubesat, per l osservazione della Terra e dello space debris, cioè la contaminazione delle orbite terrestri da parte di relitti di satelliti e di oggetti derivanti dall attività umana , ha detto Santoni.Opportunità unica questa poi per chi vuol fare dello Spazio la sua vita, come la giovane Alice Pellegrino. Un esperienza eccezionale che corona il grande lavoro fatto in tutti questi anni , ha concluso Pellegrino.