New York (askanews) - Le stampanti 3D vanno alla guerra. Secondo gli analisti questa tecnologia cutting edge rivoluzionerà gli scenari bellici e la stessa politica estera rinnovando da cima a fondo l'industria militare e, con ogni probabilità, anche l'economia globale.Per l'uomo della strada le stampanti tridimensionali sono poco più di un divertissement, buone solo per stampare innocui giocattoli. Ma quest'anno vanno in scadenza alcuni brevetti chiave e potranno così entrare in produzione industriale, e quindi accessibile anche a quasi tutte le tasche, stampanti in grado di impiegare metallo, legno e tessuti vari. Il che, assicurano, provocherà una rivoluzione copernicana della tecnologia.Il salto di paradigma sarà evidente soprattutto nel campo dell'industria bellica. Quella statunitense sta già investendo pesantemente per produrre uniformi, pelli sintetiche per curare le ferite e persino alimenti. Al Massachusetts Institute of Technology stanno addirittura sperimentando stampanti 4D per costruire materiali che cambiano aspetto entrando in contatto con altri elementi, per esempio l'acqua. L'applicazione militare potrebbe essere quella di uniformi che cambiano colore a seconda dell'ambiente operativo.Alla fine del 2014, la BAE Systems, un'azienda britannica legata al settore della Difesa, ha inserito in un caccia Tornado il primo pezzo metallico stampato in 3D. Di recente la BAE ha pubblicato un video d'animazione in cui anticipa i possibili sviluppi delle stampanti tridimensionali. In uno scenario di emergenza vulcanica, si vede un aereo che "stampa", per così dire, al suo interno un drone poi lanciato dal piano di carico per intervenire a salvare personale in difficoltà.Un futuro non immediato ma comunque, e rapidamente, in arrivo.(Immagini AFp)