Roma, (askanews) - Competenze, idee e un po' di follia: sono ingredienti fondamentali per resistere, e spesso avere successo, di fronte ai cambiamenti che la tecnologia porta con sé nel mondo del lavoro. Una rivoluzione di cui sanno approfittare soprattutto i "nuovi giovani", imprenditori come Riccardo Galli, ceo e fondatore di Meritocracy, start-up che aiuta a trovare un posto di lavoro tagliato su misura: "La tecnologia è uno strumento, di per sé aiuta a creare più valore e dove c'è più valore c'è sempre più lavoro", sottolinea Galli, che ha portato la sua esperienza all'incontro "Inside out: la tecnologia crea o distrugge lavoro?" alla John Cabot University a Roma.Ricco il parterre di ospiti dell'evento, tra cui Laura Mirabella, managing director di "uFirst", una app che aiuta a saltare le file: "La tecnologia può sicuramente cambiare in meglio la vita delle persone. E' ovvio - spiega - che la tecnologia la cambia radicalmente, quindi ci vuole un certo tempo per abituarsi a utilizzare la tecnologia e ad avvantaggiarsene, non a tenerlo come limite, ma ad essere uno strumento in più per migliorare la vita".E se uFirst nasce dall'idea di un italiano, Scooterino è stata creata dall'italo-americano Oliver Page, stanco di perdere il proprio tempo aspettando l'autobus che a Roma non arriva mai. Tanti i pendolari fan di Scooterino - che per tre euro fa trovare un passaggio su una due ruote - ma anche: "Anche tanta gente che sta usando Car-to-go enjoy, altre alternative alla mobilità urbana, ovviamente persone coraggiose da essere tra le prime mille persone della nostra community, gente che sente - conclude Page - il dolore ogni giorno il dolore della mobilità qui a Roma".La tecnologia quindi per risolvere problemi. Come capire quali idee avranno successo? Lo spiega Salvo Mizzi, ceo di Invitalia Ventures, fondo del governo per accelerare lo sviluppo di start-up innovative: "Esistono formule di ogni tipo, quasi nessuna dice la verità, in realtà ciò che conta è riuscire a capire se quel team, quei fondatori, quel gruppo di persone che si è raccolta attorno a un progetto molto innovativo ha la stoffa, la capacità e la visione per portarlo fino in fondo", secondo Mizzi.Non solo tecnologia dunque. Secondo Luca Scanu, consigliere delegato di Data Managment Hrm, azienda leader in Italia per le soluzioni e i servizi nella gestione delle risorse umane, a fare la differenza è proprio la formazione: "Quello che noi ricerchiamo anche nelle persone, nei giovani che assumiamo, è sicuramente un'intraprendenza, una capacità di visione, di vedere le cose e soprattutto una grande specializzazione - rivela Scanu - le competenze, l'istruzione, sono quello che permettono di differenziarti e non farti sostituire da altri o dalla tecnologia stessa".