Milano (askanews) - L'ora dell'appuntamento è giunta: il 13 agosto 2015 la cometa 67-P "Churyumov-Gerasimenko" sarà al perielio, il punto più vicino al Sole a una distanza di 186 milioni di Km. La sua orbita attraverso il sistema solare dura circa 6 anni e mezzo, solo che questa volta l'evento sarà speciale perché, per la prima volta nella storia, a far compagnia alla cometa nella sua cavalcata siderale c'è anche la sonda dell'Esa Rosetta che vi orbita intorno scattando immagini mozzafiato da distanza ravvicinata.Il crescente irraggiamento solare ha innalzato la temperatura sulla superficie ghiacciata della cometa, generando i cosiddetti "outburst", esplosioni di gas come questa brillantissima della foto nonché nubi di ghiaccio sublimato e polveri che costituiscono la tradizionale "coda" della corpo celeste.Per la prima volta, dunque, i mutamenti del suolo e del nucleo di una cometa in avvicinamento al Sole, viene monitorata da una sonda creata dall'uomo dopo averla raggiunta al termine di un viaggio durato 10 anni.Tra le osservazioni fatte da Rosetta - che si avvale di strumenti scientifici messi a punto da enti di ricerca e aziende italiane per conto dell'Agenzia spaziale italiana (Asi) - il modo in cui il "vento solare", ovvero il flusso di particelle caricate elettricamente emanato dalla corona solare, interagisce con i vapori generati dalla cometa che è priva di un proprio campo magnetico.Sulla superficie della 67-P "Churyumov-Gerasimenko", inoltre, resta ancorato il lander Philae, anch'esso di costruzione italiana che ha raccolto e analizzato campioni del suolo della cometa inviando sulla Terra seppur in modo intermittente i relativi dati.Rosetta continuerà a seguire la cometa mentre si sposta di nuovo verso l'esterno del Sistema Solare, monitorando la diminuzione dell'attività e i cambiamenti sul nucleo. Lo farà fino al settembre 2016, quando si autodistruggerà con un impatto controllato sulla superficie.