Roma, (TMNews) - Fabbricare "qualsiasi cosa" a casa (o nel garage) grazie alle stampanti 3-D e ad altre macchine di produzione autoprodotte collegate in rete: è la visione del movimento dei "Makers", nato in America e che si sta diffondendo attraverso i Fabrication Laboratories (Fab Labs) anche nel resto del mondo. Ora questa avanguardia comincia a entrare negli spazi pubblici come le biblioteche, aiutando uno sviluppo innovativo delle comunità locali e la trasmissione di un sapere "produttivo". E' il tema della conferenza "Modern Leonardos, Libraries and Museums as Maker Labs", organizzato al MAXXI di Roma dall'American University of Rome insieme all'Ambasciata degli Stati Uniti. Il presidente dell'American University of Rome, Richard Hodges, ha ricordato come Roma sia "probabilmente il centro delle maggiori biblioteche del mondo", a partire da quella vaticana. "Un luogo dove l'antico e il moderno si possono incontrare". Per farli incontrare, il governo degli Stati Uniti sta aprendo in molte biblioteche del mondo degli "American Corners" dedicati alla tecnologia e all'inglese. L'ambasciatore americano in Italia David Thorne ha sottolineato come proprio in Italia, nella Biblioteca di San Giorgio di Pistoia, è stato inaugurato il primo "American corner" al mondo che comprende anche una stampante 3D per produrre robot, prototipi e altre applicazioni, lo Youlab Pistoia.