Milano (TMNews) - Settimo e ultimo appuntamento dello speciale di askanews sugli astronauti italiani, dedicato a Luca Parmitano. L'astronauta dell'Esa (European space agency) e maggiore pilota sperimentatore dell'Aeronautica militare, è stato il primo astronauta italiano ad aver compiuto due attività extraveicolari, le cosiddette passeggiate spaziali.Classe 1976, originario di Paternò, in provincia di Catania, vive a Houston con la moglie Kathy e le sue due bambine. Ha festeggiato il suo 37esimo compleanno sulla Stazione spaziale internazionale, dove ha trascorso 166 giorni, 6 ore e 19 minuti per la missione "Volare" dell'Asi, l'Agenzia spaziale italiana. E' stato nominato ambasciatore del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea e dell'Unicef e, in attesa di tornare nello Spazio, quando non è impegnato in attività di divulgazione per conto dell'Esa o dell'Asi, lavora alla Nasa anche come CapCom (Capsule communicator), con la responsabilità di tenere le comunicazioni tra la Terra e la Stazione spaziale internazionale."La vita sull'Iss non è semplice - ha raccontato ad askanews - non è per i deboli di stomaco o per chi ha degli aspetti maniacali sulla pulizia del proprio corpo o dell'ambiente. E' un ambiente molto particolare in cui bisogna adattarsi a vivere. Ci sono delle difficoltà ma è un'esperienza molto limitata nel tempo ed è talmente straordinaria che non si può perdere tempo con le piccolezze. Bisogna godere l'esperienza nel suo insieme e in sei mesi non mi sono mai fermato a dubitare della sua bontà, per me è stata al 100% positiva"."Non ricordo i miei sogni, succede raramente. Per cui quello che posso dire è che sogno ancora di essere nello Spazio, ma a occhi aperti"."I bambini hanno una capacità migliore degli adulti per capire quello che è incomprensibile, perché ultilizzano la fantasia, l'immaginazione. Le mie bimbe come tutti i bambini del mondo, guardano i cartoni animati vedono la magia davanti ai loro occhi. Gli ho spiegato che vivere nello Spazio è come la magia di Peter Pan, come la famosa polvere delle fate che ti permette di volare senz'ali e dimentichi del proprio peso"."L'incontro con i bambini dell'ospedale 'Bambin Gesù' è stato uno dei momenti più forti della mia esperienza dopo il rientro sulla Terra. I bambini sono il nostro futuro e a nessuno piace vedere un futuro interrotto. Non so se posso fare una differenza nel futuro di questi bambini. So sicuramente che loro mi hanno dato tantissimo durante quella visita perché imparare dalla loro forza, dalla loro determinazione, dalla loro caparbietà, dal loro amore per la vita in condizioni difficilissime è sicuramente un motivo d'ispirazione"."Noi italiani abbiamo una fortissima responsabilità di cui dobbiamo essere consapevoli e purtroppo a volte non lo siamo. Come membro fondatore dell'Unione europea dobbiamo farci tutti portavoce della indispensabilità di essere europei senza perdere l'identità, perché essere europei non significa perdere di vista il nostro essere italiani ma farci portavoce di quanto possiamo dare all'Europa in quanto italiani ed essere aperti a recepire quanto l'Europa può dare all'Italia"."Quale missione sogna un astronauta alla quale assolutamente non vorrebbe mancare? Questo è il grande sogno nel cassetto e forse è bene che resti lì - ha cponcluso l'astronauta - ma io certamente tornerò nello Spazio".