Ginevra (askanews) - "Turisti" d'eccellenza in una location d'eccellenza; siamo nella sala controllo dell'Lhc (Large Hadron Collider) del Cern a Ginevra, l'acceleratore di particelle dove s'indaga sui segreti dell'Universo. E questi turisti in fatto di Spazio la sanno lunga: l'astronauta italiano dell'Esa, Luca Parmitano, tenente colonnello pilota dell'Aeronautica militare che nel 2013 ha trascorso 166 giorni a bordo dell'Iss con 2 passeggiate spaziali e Amalia Ercoli Finzi del Politecnico di Milano, madrina della storica missione Esa "Rosetta", ideatrice del trapano Sd2 che ha perforato il suolo della cometa Churyumov-Gerasimenko.Finzi e Parmitano hanno animato, all'università di Ginevra, un convegno sull'importanza della ricerca scientifica e spaziale per il futuro delle nuove generazioni."L'invito è sempre ai giovani ingegneri di rivolgersi all'aerospazio per vedere il loro futuro - ha detto Parmitano - poi la ricerca aerospaziale è veramente proiettata al futuro, è sempre all'avanguardia e credo che l'esplorazione aerospaziale sia uno degli obiettivi dell'umanità"."È importante che i giovani stessi facciano ricerca - ha aggiunto la professoressa Finzi - ricercare vuol dire pensare, vuol dire inventare, dare spazio alla fantasia. Vuol dire essere uomini e questo è l'unico modo in cui la nostra società può veramente crescere".A completare il parterre d'eccellenza italiana a Ginevra, il professore del Cern, Guido Tonelli, uno dei protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, la cosiddetta "particella di Dio" all'origine dell'Universo."Per un Paese come l'Italia - ha spiegato - la cui risorsa principale è la parte migliore della popolazione, cioé i giovani che hanno un livello di creatività, cultura e curiosità incredibile, investire in conoscenza è una delle questioni strategiche fondamentali. Il giorno in cui facessimo questa scelta, il futuro del nostro Paese cambierebbe in profondità".Giovane - e italiano - anche l'ideatore del convegno, Norberto Cioffi, ingegnere gestionale che della missione Asi di Parmitano ha inventato il nome: "Volare"."La scienza - ha spiegato - è uno dei perni su cui i giovani possono contare per il loro futuro e il nostro, in fondo. Ho voluto creare questa iniziativa proprio per dare modo alle persone di ascoltare chi la scienza la fa, la vive, la racconta e ce la fa vivere ai nostri giorni".