Bagdad (askanews) - Know-how ed eccellenza italiana per il consolidamento, i lavori di manutenzione e di gestione della principale diga irachena, che rischia un collasso catastrofico. Il governo di Bagdad ha infatti annunciato di avere affidato al Gruppo Trevi di Cesena l'appalto per lo sbarramento idrico di Mosul.La diga di Mosul, il più grande serbatoio d'acqua artificiale dell'Iraq, il quarto nel mondo arabo, è stata costruita su fondamenta instabili a causa di un suolo eroso dalle infiltrazioni di acqua e del blackout di manutenzione a seguito della cattura dell'impianto da parte delle milizie dell'Isis nel 2014 che ha definitivamente compromesso la già precaria struttura."La diga soffre soprattutto a causa di problemi strutturali, aggravati da complicazioni burocratiche tra i vari ministeri. Senza contare quelli legati alla gestione dell'impianto", spiega costernato Ramadan Hamza, ingegnere idraulico iracheno.La Trevi S.p.A. è un'azienda specializzata nelle fondazioni speciali e nel consolidamento dei terreni. Si tratta di un gruppo internazionale che opera da anni nell'ingegneria del sottosuolo e nella progettazione e produzione di macchinari e attrezzature specialistiche del settore, come nella ricerca di gas, acqua e petrolio. La sede principale è a Cesena e il gruppo dà lavoro a oltre 6.000 dipendenti in più di 40 paesi.L'ipotesi di un crollo è un'eventualità da scongiurare a qualsiasi costo in quanto potrebbe lanciare una gigantesca quanto distruttiva ondata di marea alta venti metri su Mosul, la seconda città più importante dell'Iraq, distante solo 40 chilometri.Il governo iracheno, in accordo con il ministero delle Risorse idriche, ha affidato alla Trevi il contratto per realizzare il progetto di riabilitazione e gestione della diga di Mosul, un accordo sul quale veglieranno 450 militari italiani, come promesso in dicembre dal premier Matteo Renzi.(Immagini Afp)