Bologna, (askanews) - Sotto i portici del centro storico di Bologna e nei Palazzi della città è stato creato un grande laboratorio medico, con medici e studiosi dell'Università, come nel Rinascimento: è questo il primo Festival della Scienza Medica "La lunga vita". L'obiettivo è quello di diffondere il maggior numero di informazioni e favorire la prevenzione delle malattie. Fabio Roversi Monaco direttore di Genus Bononiae, promotore dell'iniziativa: "Abbiamo individuato anche quei portici che possono esservi chiamati a svolgere una funzione che non è soltanto quella di raccordo, ma di luogo di ospitalità, di dibattiti, di eventi e scenografie".Le epidemie hanno avuto un ruolo rilevante nella storia dell'umanità, non solo sul piano sanitario ma anche su quello demografico, sociale ed economico. Oggi non bisogna abbassare la guardia, come ha avvertito il premio Nobel della medicina Luc Montagnier, virologo francese che nel 1983 scoprì il virus dell'Hiv: "Se dopo secoli alcune malattie gravi sono state debellate, la medicina deve continuare il suo percorso con l'obiettivo non tanto di raggiungere l'immortalità ma di eliminare il fardello delle malattie croniche per consentire ad un maggior numero di persone di vivere più tempo in buone condizioni. La società, diventata sempre più globale, è anche maggiormente esposta a nuovi virus e batteri", ha messo in guardia.Quattro giorni di conferenze, dibattiti e rappresentazioni teatrali sotto le Due Torri. Nei palazzi antichi della città trasformati in grandi camerate d'ospedale gli studenti di medicina per una volta indosseranno il pigiama dei pazienti e ascolteranno, davanti al pubblico, la lettura della propria cartella clinica.