Milano (TMNews) - La crescita di un Paese passa anche dall'innovazione digitale. Lo sostengono i DigitalDemocracyLeader, in pratica, la classe dirigente 2.0: quelli sempre connessi, che girano con smartphone e iPad e ai coffee break preferiscono i social network. Il loro credo sono le smart city e la cittadinanza digitale, una democrazia partecipata fatta (anche) di tweet e hashtag per snellire la burocrazia e facilitare la vita dei cittadini. Uno di loro è Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e vicepresidente nazionale dell'Anci."Attraverso la rivoluzione digitale - ha detto - possiamo fare meglio spendendo meno, possiamo fare le cose in maniera più semplice, e farle in maniera più smart, in generale. Con una battuta dico spesso che per fare delle smart city bisogna avere degli smart mayor ovvero persone che comprendano qual è il percorso innanzitutto dal punto di vista culturale".Creare un percorso di crescita verso un cultura digitale che coinvolga tutti, più e meno giovani che siano, è uno degli obiettivi principali dei "Dleaders". Per questo hanno dato vita a una serie di incontri con amministratori ed esperti del settore, il primo dei quali si è svolto a Milano. Con loro c'era Pier Luigi Dal Pino, direttore della relazioni istituzionali e industriali di Microsoft."La tecnologia - ha spiegato - deve saper elaborare una serie di dati. L'intelligenza computazionale del software sta proprio nel poter creare, grazie a una banca dati che proviene dai cittadini, delle informazioni utili ed elaborarle per poi renderle di nuovo ai cittadini".Una sorta di scambio dunque in cui le informazioni raccolte con le segnalazioni dei cittadini, grazie alle potenzialità offerte dalla connettività diffusa e dalle nuove tecnologie, diventano un "serbatoio di proposte" per creare città finalmente davvero a misura d'uomo.