Washington (TMNews) - Più che un test di volo è una vera e propria pietra miliare nel campo dell'aviazione militare del futuro: il primo appontaggio del drone da combattimento X-47B "Pegasus", avvenuto il 10 luglio sulla portaerei americana "George Bush", al largo delle coste della Virginia, rappresenta il primo passo verso un nuovo concetto di guerra aerea: condotta con aerei teleguidati, agili, economici e con capacità stealth, ovvero con una traccia radar pressoché invisibile.Il drone, decollato dalla base aerea della Marina Americana a Patuxent River dopo il suo arrivo sulla "Bush" ha effettuato altri test di decollo e appontaggio. Aerei come questo possono essere impegnati sia in combattimenti aria-aria con altri velivoli sia come cacciabombardieri.Il "Pegasus", in particolare, è lungo quasi 12 metri e ha un'apertura alare di circa 19. Ha un'autonomia di 6.500 km con un raggio di azione di 1.280 km e può essere rifornito in volo.Questo prototipo può portare 2 tonnellate di bombe ma l'aereo di serie, un po' più grande, raddoppierà questa capacità.L'X-47 è il progenitore di una nuova generazione di aerei da combattimento, discendente da droni come il Global Hawk o il Predator da ricognizione (usato anche dall'Aeronautica militare italiana), già impegnati in teatri operativi, come la Libia, l'Iraq o l'Afghanistan.(Immagini Afp)