Roma, (askanews) - Dopo decenni in cui si è parlato solo di "fuga di cervelli", il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni invita gli addetti scientifici della Farnesina ad aprirsi al mondo, accettando la circolazione e lo scambio di conoscenze, economie e persone, nonostante la crisi. "Veniamo da anni forse da decenni, in cui il tema fondamentale è stato la fuga dei cervelli - ha affermato il ministro - Adesso, però, secondo il ministro, bisogna anche "accettare l'idea che siamo in un mondo ormai diverso, in cui non esistono particolari barriere ma una circolazione e uno scambio di conoscenze e di economie e di persone".Il ministro ha detto di non preoccuparsi, di non trattenere le energie o chiudersi. Anzi: "Dobbiamo fare il contrario, essere aperti al mondo ed essere presenti nel mondo".Da parte sua, la ministra Stefania Giannini ha dichiarato: "Noi riteniamo, il ministro Gentiloni e io, che una condivisa strategia sulla ricerca scientifica in determinati paesi, individuando le priorità strategiche anche in questa direzione, quella che appunto si chiama diplomazia scientifica e che in molti casi veramente dà risultati che sono paragonabili a quelli del tavolo della diplomazia e la politica estera con la P maiuscola, sia un obiettivo che dobbiamo porci con mezzi molto competitivi".