Parigi (TMNews) - Carburante congelato. Questa la causa del fallito inserimento in orbita ad agosto di due satelliti per le telecomunicazioni del sistema di navigazione europeo "Galileo". A stabilirlo, la commissione d'inchiesta incaricata di fare luce sulle ragioni del flop della missione.Lanciati il 22 agosto scorso dal poligono francese di Kourou, i due satelliti non hanno raggiunto l'orbita prevista a 23mila chilometri di altitudine, entrando in un'orbita ellittica più bassa che li ha resi inutilizzabili.Il congelamento del propellente del terzo stadio del razzo vettore russo Soyuz, il "Fregat", ha impedito il raggiungimento dell'orbita operativa ed è stato causato da un problema all'alimentazione del condotto dell'idrazina, il propellente chimico del razzo, montato troppo vicino a quello dell'elio liquido conservato a una temperatura molto bassa. Il risultato è stato provocare il congelamento del propellente e la conseguente interruzione dell'alimentazione al propulsore. Un problema che secondo i tecnici di Arianespace può essere facilmente risolto.Galileo Sat-5 e Galileo Sat-6 avrebbero dovuto aggiungersi agli altri quattro satelliti delle costellazione già in orbita per i test del sistema di geolocalizzazione che a regime dovrebbecomprendere trenta satelliti. Il sistema - indipendente dal Gps statunitense - prevede un costo di cinque miliardi di euro ed è interamente finanziato dall'Unione europea.