Milano (askanews) - La guerra sta devastando la Siria da quattro anni, una tragedia seguita da tutto il mondo attraverso centinaia di articoli o servizi video. Ma se invece di leggere dell'ennesimo bombardamento che ha distrutto Aleppo camminassimo fra le macerie della città con l'eco degli spari in lontananza, quale sarebbe l'impatto emotivo? Altissimo, tanto da spingere più persone a fare qualcosa, ad intervenire, a donare. Ne sono convinti i fondatori di "Ryot", media company di Los Angeles che ha creato un'app grazie alla quale si possono visitare con la realtà virtuale zone di guerra o di crisi."Quello che facciamo non riguarda solo cosa accade ma cosa le persone possono fare in proposito - dice Bryn Mooser, cofondatore - Così ogni storia è una azione. Noi cerchiamo sempre di capire come le nuove tecnologie possono influenzare e in questo caso la realtà virtuale è una delle tecnologie più coinvolgenti. Porta le persone direttamente sui posti di crisi così possono sperimentare di prima mano come stanno le cose"Per ora sono disponibili una dozzina di scenari fra cui Aleppo e il Nepal dopo il terremoto, i migranti a Calais e il confine fra Stati Uniti e Messico: l'utente attraverso il suo smartphone o con dei visori 3d che offrono una fruizione più immersiva può visitare questi luoghi esplorandoli a 360 gradi.La speranza è che dal virtuale arrivi l'ispirazione per un intervento nel mondo reale, magari con una donazione alle associazioni e ai volontari impegnati sul campo.