Melbourne (TMNews) - Nuove speranze dall'Australia per la cura del diabete.I malati in tutto il mondo sono circa 347 milioni e stanno aumentando, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Le complicazioni derivanti includono deficit cardiaci, cecità, amputazioni e malattie renali. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità i decessi causati dal diabete aumenteranno del 50% nei prossimi 10 anni.Un team di ricercatori statunitensi e australiani del Walter and Eliza Hall Institute di Melbourne, guidato da Mike Lawrence, è riuscito a mappare come agisce l'insulina a livello molecolare, una scoperta fondamentale che ha permesso di studiare in dettaglio come l'ormone insulinico si lega alle cellule, innescando il passaggio del glucosio dal torrente sanguigno ai serbatoi che lo devono immagazzinare sotto forma di energia.Lo studio, pubblicato sull'ultima edizione di "Nature", ha dimostrato una sorta di "abbraccio molecolare" tra l'insulina e i recettori cellulari che, spiega Lawrence, porta a una riorganizzazione di entrambi.Comprendere come l'insulina si aggrega alla cellule è decisivo per sviluppare nuove cure per il diabete, una condizione cronica in cui il pancreas non produce insulina a sufficienza oppure l'organismo non riesce a utilizzarla in maniera corretta. In questo modo si potrebbero evitare le iniezioni quotidiane.La scoperta, spiegano i ricercatori di Melbourne, porterà a nuovi metodi di somministrazione e a un'insulina con una efficacia più lunga nel tempo in modo da evitare l'assunzione quotidiana. E la scoperta australiana potrà avere anche applicazioni nella cura del cancro e dell'Alzheimer in cui l'insulina gioca un ruolo importante. La sconfitta definitiva del diabete oggi sembra un po' più vicina.(Immagini Afp)