Pechino (askanews) - In Cina lo smog rappresenta uno scenario sempre più drammatico e quotidiano. La parte settentrionale del paese soffoca nella morsa asfissiante del peggiore inquinamento atmosferico di quest'anno. A Pechino, per quanto riguarda i parametri dell'aria, i limiti ammessi a livello internazionale hanno superato di 22 volte i massimi, innescando il secondo più grave allarme rosso proprio nell'imminenza dell'apertura della conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici.L'impenetrabile cappa di particolati nocivi ha avvolto diverse città della Cina in un alone cupo, malato e giallastro proprio quando il presidente Xi Jinping atterrava nella capitale francese dove il colosso asiatico, economia emergente a livello planetario nonché maggior produttore di gas serra al mondo, sarà al centro dell'attenzione. Oppure, fuor di metafora edulcorante, sul banco degli imputati. Più o meno ragionevolmente, date le responsabilità pesanti quanto condivise a livello di grandi economie industriali.D'altro canto, a Pechino la concentrazione dei particolati più sottili e potenzialmente letali, in quando finiscono per incastonarsi negli alveoli polmonari, ha superato i 560 microgrammi per metro cubo, ben oltre il massimo raccomandato di 25 microgrammi. Anche nell'adiacente provincia di Hebei i livelli hanno superato quota 500, oltre venti volte i limiti fissati dall'Organizzazione mondiale della Sanità mentre decine di stazioni autostradali hanno dovuto impedire l'accesso nella provincia di Shandong dato che la visibilità si era ridotta a meno di 200 metri, secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale Xinhua.(Immagini Afp)