Milano, (TMNews) - "Se qualcuno 10 anni fa mi avesse detto che nel 2013 avremmo visto regolarmente governi, agenzie di intelligence e militari scrivere malware e usarli per attaccare altri Paesi, inclusi sistemi nucleari, non ci avrei creduto. Sembra la trama di un film, ma è quello che sta succedendo". Mikko Hypponen è uno dei massimi esperti mondiali di sicurezza informatica: responsabile dei laboratori di ricerca della multinazionale finlandese F-Secure dal 1991, con il suo team ha individuato e bloccato i principali attacchi informatici della storia. A Milano per un ciclo di incontri e interviste, rivela i nuovi equilibri del mondo nell'era di Internet."Penso che siamo all'inizio di una nuova corsa agli armamenti, come quella nucleare. Tutte le nazioni tecnicamente avanzate stanno stoccando nuove armi cyber per attacchi offensivi, da usare in tempi di crisi o di pace". "Ogni crisi futura avrà riflessi online. Se scoppieranno nuove guerre tra nazioni tecnicamente avanzate ci saranno elementi cyber, perchè sono diventati parte della strategia militare".Per Hypponen lo scenario è chiaro, anche alla luce degli ultimi attacchi provenienti dalla Cina contro i media statunitensi: ma non si può parlare di cyber guerra, o almeno non ancora. "Non siamo in una cyber war, non mi piace la parola, la usiamo troppo facilmente. È abbastanza chiaro che quello che vediamo oggi, anche se ci sono attacchi come Stuxnet, non è ancora una cyber war e non dovremmo chiamarla così. Perchè è altamente probabile che alla fine assisteremo una vera cyber guerra e avremo bisogno di usare la parola quando succederà. Per ora dobbiamo parlare di cyber spionaggio, corsa agli armamenti e attacchi offensivi ma non abbiamo ancora visto la guerra".