Milano, ((TMNews) - Il 61% dei genitori ha figli che giocano abitualmente con i videogame, per il 60% di loro il gioco ha un impatto positivo sui bambini, aiutandoli a sviluppare le proprie abilità. Sono i dati del sondaggio condotto da Isfe, Interactive Software Federation of Europe, con Ipsos MediaCT in 16 Paesi europei, Italia inclusa. Alla luce di questi dati, Giuseppe Romano, docente di comunicazione multimediale all'Università Cattolica di Milano, sottolinea il ruolo di videogame noti al grande pubblico come "veicolo di intrattenimento e apprendimento stimolante" perchè "orientano a un modello comunicativo attivo, stimolante e durevole".Si fa riferimento a giochi come Kirby, la pallina rosa aspiratutto nata nel 1992 dalla fantasia del giapponese Masahiro Sakurai, che è diventato una serie animata per la tv e il terzo cartone più visto tra i bambini tra 4 e 14 anni. Il lancio di Kirby: triple deluxe, il nuovo capitolo della serie arrivato il 16 maggio nelle console portatili Nintendo 3DS e 2DS, è stata l'occasione per confrontarsi in un incontro a Milano proprio sul ruolo e l'effetto dei videogame sui bambini, anche a confronto con i giochi su smartphone e tablet, dove trionfano app e touch screen.L'esperto sottolinea che le console portatili forniscono un'alfabetizzazione più coerente per bambini e ragazzi, dato l'ambiente protetto e i contenuti selezionati e studiati, concepiti e proposti per una fruizione tranquilla ed esclusiva. Smartphone e tablet sono dunque definiti "strumenti affascinanti ma poco adeguati ai ritmi di svago e apprendimento dei più piccoli, che li rubano a mamma e papà per poi ritrovarsi immersi in un mondo che non è il loro".