Sydney (askanews) - Brutte notizie dall'altra parte del mondo sullo stato di salute del pianeta. Riprese aeree della Grande barriera corallina australiana rivelano il peggior sbiancamento mai registrato delle scogliere, poche delle quali sembrano scampare all'esangue impallidimento con la conseguente morte dei coralli, l'effetto più comune dell'aumento delle temperature del mare. I ricercatori si sono dichiarati sconfortati dopo l'esame aereo di circa 500 barriere coralline nella punta settentrionale del Queensland, nel tratto di costa compreso tra Cairns e lo Stretto di Torres.È un fenomeno che cambierà la Grande barriera corallina per sempre, avverte Terry Hughes, biologo marino della James Cook University, la seconda università del Queensland. "Stiamo constatando eccezionali livelli di sbiancamento nel migliaio di chilometri della porzione settentrionale della Grande barriera", spiega Hughes. Dai primi risultati della ricerca sembrerebbe infatti che la porzione meridionale sia stata risparmiata dagli effetti peggiori del fenomeno.Lo sbiancamento dei coralli è un fenomeno distruttivo che colpisce le barriere coralline e i loro ecosistemi. Il colore caratteristico dei diversi coralli è prodotto da un'alga e diventa più vivo secondo la concentrazione del microorganismo. A fronte di un'alterazione dell'ecosistema, i polipi del corallo espellono l'alga simbiotica, con il risultato di fornire alla struttura calcarea una colorazione sempre più pallida e sfumata sino ad arrivare, nei casi più gravi, allo sbiancamento vero e proprio. La causa del fenomeno è un segno tangibile della reazione a forme di stress, soprattutto l'aumento della temperatura degli oceani.Secondo le associazioni ambientaliste, lo sbiancamento è da imputare agli effetti del cambiamento climatico. "Quando si osservano queste immagini", ha dichiarato il portavoce del WWF-Australia, "ci si accorge di guardare negli occhi la realtà stessa del cambiamento climatico".(Immagini Afp)