Sydney, Australia (askanews) - Un team di ricercatori australiani e neozelandesi alla ricerca delle balene perdute al largo dell'Antartide.Nel corso delle sei settimane della spedizione denominata Antarctic Ecosystem Voyage l'équipe ha seguito le tracce delle balenottere azzurre, il più grande mammifero della Terra, attraverso il suono morbido e mugghiante delle loro canzoni, la lingua di questi straordinari incrociatori degli oceani.Le tracce sonore hanno permesso di ricostruire i pattern alimentari di questa specie a rischio di estinzione. Gli scienziati hanno identificato 58 esemplari di balenottera azzurra registrando oltre 40mila suoni distinti, elementi indispensabili per valutare la consistenza della popolazione rimasta e rintracciare i loro spostamenti. Sperando che questi dati non cadano mai nelle mani delle flotte baleniere."In un'area di un centinaio di chilometri quadrati, spiega Mike Double, team leader del progetto, c'erano probabilmente tra le 80 e le 100 balene. Siamo riusciti a rintracciare quelle fuori dai ghiacci, le abbiamo seguite, le abbiamo avvicinate e siamo riusciti a registrare i modelli dei loro comportamenti".La chiave di volta è stata il ritrovamento di grandi concentrazioni di krill, piccoli crostacei che compongono lo zooplancton, anello alimentare fondamentale per i branchi di balene. Una festa mobile per le balenottere azzurre e, di conseguenza, per i ricercatori.La spedizione non era focalizzata soltanto sui cetacei ma ha raccolto anche dati atmosferici e oceanografici. Per disporre di un quadro di situazione più ampio legato all'intero ecosistema da cui dipende tutta la vita dei mari, non solo quella delle acque antartiche.(Immagini Afp)