Milano (TMNews) - A caccia del riscaldamento globale nelle acque dell'Oceano Antartico. Il rompighiaccio australiano Aurora Australis è partito con due squadre di ricercatori dell'Australian antarctic division e 600 tonnellate di carico per monitorare l'impatto del global warming sull'ecosistema e la catena alimentare dell'Antartide.Gli obiettivi della campagna sono due. Il primo riguarda lo studio nel tempo delle abitudini alimentari dei pinguini di Adelia. Esperti di avifauna analizzeranno gli strati delle deiezioni in antichi insediamenti abbandonati per valutare eventuali cambiamenti dietetici e le variazioni nella fauna ittica degli oceani meridionali.Di converso, un team di microbiologi intende esplorare gli effetti della crescente acidificazione degli oceani. Studi recenti hanno evidenziato come il maggior assorbimento di CO2 da parte delle acque sta causando il dissolvimento dei gusci dei molluschi marini che vivono nell'Oceano Antartico. Le conseguenze sono potenzialmente catastrofiche per tutta la catena alimentare. I molluschi sono infatti una fonte di cibo per alcuni predatori come aringhe, salmoni, orche e balene. Perdendo il guscio, i molluschi sarebbero destinati a sparire, seguiti dal collasso delle specie predatrici.Ma i danni riguarderebbero anche la chimica degli oceani: la scomparsa dei gusci priverebbe i fondali dei sedimenti che garantiscono lo scambio del carbonio, mettendo a rischio il fondamentale ciclo del carbonio stesso.(Immagini Afp)