Bajkonur, Kazakhstan (askanews) - Un grande abbraccio spaziale accoglie i viaggiatori in arrivo al cosmodromo di Bajkonur, in Kazakhstan. E' questo il punto d'inizio del viaggio della sonda spaziale europea ExoMars, pronta a esplorare Marte alla ricerca di tracce di vita, presente o passata.L'Italia, attraverso l'Agenzia spaziale italiana che sostiene circa il 32% del costo totale della missione, pari a 350 milioni di euro, è il principale finanziatore e supporter dell'ambiziosa missione Esa che su Marte tornerà anche nel 2018. Roberto Battiston, presidente dell ASI."Stiamo lanciando un sogno, il sogno di arrivare su Marte per aprire la strada alla missione che forse ci darà grandi risultati dal punto di vista scientifico sotto la superficie del pianeta".La missione 1, dopo un viaggio di 7 mesi, il 16 ottobre 2016 porterà su Marte il Tgo (Trace gas orbiter) che, orbitando attorno al pianeta, analizzerà la sua atmosfera per cercare residui gassosi di possibili passate attività biologiche. Contemporanemente verrà rilasciato un lander, "Schiapparelli", dal nome dello scienziato italiano che per primo mappò la superficie marziana. Si tratta di un dimostratore tecnologico di rientro e atterraggio che farà da apripista alla missione 2, nel 2018 che, per la prima volta, farà arrivare su Marte un rover europeo con un trapano telescopico capace di scavare fino a 2 metri di profondità. Una grande sfida tecnologica che vede l'Italia in prima linea grazie all'impegno di Thales Alenia Space Italia e del gruppo Finmeccanica, leader dell'intero progetto e alla guida di un consorzio di oltre 140 aziende, tra cui l'Altec di Torino dove sarà costituito il centro di controllo della missione che va a caccia di nuove forme di vita.Donato Amoroso, ad di Thales Alenia Space Italia: "Saremo ostinati al punto che le troveremo - ha detto Amoroso - ma la natura non fa salti, dobbiamo arrivarci per passi e i passi successivi li stiamo mettendo a punto proprio con le missioni come Exomars 16 e 18".ExoMars rappresenta una sfida di portata storica. A supportare l'Esa stavolta c'è la russa Roscosmos che ha messo a disposizione un lanciatore Proton e che, come ha sottolineato il numero 1, Igor Komorov, nella conferenza stampa pre-lancio, non esclude nuove future sfide assieme ai colleghi europei, in una logica di sinergia e collaborazione sempre più consistenti.