Roma, (askanews) - La figura dell Addetto Scientifico punto di riferimento sia per il dialogo interistituzionale sia per la comunità scientifica italiana attiva in loco.Se ne è discusso alla Farnesina, dove sono stati chiamati a raccolta dall'Unità per la Cooperazione Scientifica e Tecnologica della Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese, i 25 addetti scientifici dislocati presso le Sedi diplomatiche italiane. Una funzione fondamentale, chiamata ad azioni diverse a seconda della nazione dove opera, ma sempre più connessa al lavoro delle altre istituzioni italiane, come conferma l'Ambasciatore Andrea Meloni, Direttore generale promozione del Sistema Paese."E' un'attività molto variegata e che deve sempre più essere in contatto con le altre componenti del sistema Italia all'estero, ambasciate ovviamente ma Istituti di cultura, uffici Ice e commerciali, le scuole italiane". La riunione è stata occasione anche per confrontarsi direttamente con le associazioni dei ricercatori italiani all'estero.Fare rete dell'esperienza scientifica italiana all'estero significa poi essere anche volano per l'economia made in italy. Come evidenzia il presidente dell'associazione dei ricercatori italiani nella Cina orientale, Roberto Donà:"Io lavoro a Suzhou che è probabilmente il più grande parco industriale italiano fuori dall'Italia, 100 aziende che si occupano di automotive, Mechanical Equipment, Packaging, ed è evidente che la possibilità di attingere ai centri di ricerca dell'Università punta alla crescita dei mercati ed è opportunità per le aziende italiane".Proprio nei paesi a maggior vocazione tecnologica, ad esempio in Corea del Sud, il lavoro degli addetti diventa fondamentale. Anche per far comprendere che il binomio scienza-Italia ha grandi eccellenze come per altri aspetti, già conosciuti, dell'italian style. Un impegno non facile ma molto sfidante, come sottolinea Francesco Canganella, addetto scientifico a Seoul."L'Italia non viene vista come un paese scientifico o tecnologico, pur avendo molte eccellenze. Perché non ci conoscono da questo punto di vista. Ma è un paese amato, per il design, la moda, il cibo. E' un lavoro molto duro, perché bisogna far capire le nostre competenze e qualità sul piano tecnologico".