Roma, (askanews) - Ideare una app che aiuti i migranti durante il loro difficile viaggio: è questo lo scopo di un "hackathon", una maratona informatica, che si è svolta nei locali della start-up "Stylight" a Monaco di Baviera e che ha riunito sviluppatori informatici, associazioni che aiutano i rifugiati e qualche migrante, come Suar Mustafà, 21enne rifugiato curdo-siriano, arrivato in città nell'ottobre 2014: "La prima idea è questa: un traduttore molto semplice, con delle frasi già pronte, per sapere dove sto andando. La seconda idea è un'applicazione che mi aiuti a ottenere dei documenti: non so cosa devo fare, cioè io lo so, ma gli altri non lo sanno. Dove devo andare, cosa devo prendere, cosa non devo prendere. Infine: quali scuole mi possono aiutare, quali hanno la mia lingua materna. Un'applicazione potrebbe dare queste risposte".Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto numerose candidature, più di un migliaio, e dobbiamo in un modo o nell'altro verificare che siano valide - spiega Marco di Sarno, 30 anni, volontario tedesco dell'associazione "Kiron University", che offre corsi di lingua ai rifugiati, che aggiunge: "Questa nuova applicazione che stiamo sviluppando all'Hackathon, o che stiamo cominciando a sviluppare a questo Hackathon, dovrà rendere questo lavoro più facile"."Perché non dovremmo aiutare la gente? Perché, credo, l'etica degli hacker è quella di aiutare la gente, di migliorare un po' il mondo con la tecnologia. Perché è quello che sappiamo fare, usiamo la tecnologia per migliorare il mondo".(immagini Afp)