Milano (askanews) - Un pannello tessile che diventa un muro, facile da costruire e leggero da trasportare, in grado di dare velocemente un riparo in contesti di emergenza, dopo una catastrofe naturale o durante una crisi umanitaria. Si chiama "Textile wall" ed è stato inventato e brevettato dal "Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito" del Politecnico di Milano. Salvatore Viscuso, dottorando in tecnologia dell'architettura, è uno degli ideatori. "Permette di rispondere sia alle prime fasi dell'emergenza in cui bisogna creare un semplice sistema di partizione, sia alle fasi successive di costruzione in quanto è possibile riempire le cavità centrali con materiale reperibile localmente, terra, inerti, sabbia o anche del materiale leggero".Con un imballaggio di 30kg si ha materiale utile per costruire una abitazione per 5 persone. L'idea è nata all'interno del progetto europeo Speedkits, che vuole dare risposte efficaci alle popolazioni colpite da grandi disastri, come spiegato da Alessandra Zanelli, professore associato nel dipartimento Abc, che tra le altre cose coordina il "Textile hub", laboratorio interdipartimentale di ricerca sui tessili e i materiali polimerici."Attualmente siamo in fase di dimostrazione, ovvero della realizzazione di prototipi che facciano prefigurare l'applicabilità in una situazione specifica, quindi stiamo cercando delle aziende che vogliano commercializzare questo prodotto dal momento che abbiamo ricevuto feedback molto positivi da parte delle ong.I prototipi, in poliestere/PVC o poliuretano, sono stati già inviati in Burkina Faso e Senegal dove verranno testati sul campo dagli operatori e dalle popolazioni colpite. E in futuro non è escluso che il muro, con materiali diversi, trovi applicazioni in altri campi.