Milano (askanews) - Da tempo, ormai, non è più nostrum. Il problema è che è diventato anche immundus o lutulentus. Nel senso di sporco e inquinato. Goletta Verde 2017 di Legambiente certifica che il Mediterraneo non gode di ottima salute, a dire il meno. Depurazione a singhiozzo, rifiuti galleggianti, cambiamenti climatici e illegalità ambientali congiurano per metterlo sempre più in sofferenza.

Nel rapporto stilato alla fine di una crociera lungo i 7.412 chilometri di coste italiane, ci viene restituito un quadro agghiacciante: su 260 punti campionati lungo tutta la costa italiana, 105, vale a dire il 40%, sono risultati inquinati con cariche batteriche al di sopra dei limiti di legge.

Principalmente, si tratta di una contaminazione legata alla presenza di scarichi fognari non depurati. Ma preoccupa anche il perdurare di alcune situazioni critiche, già registrate nelle precedenti ricerche, e concentrate soprattutto nel Lazio (8), in Calabria (7), in Campania e Sicilia (5).

"Il mare italiano soffre per la presenza di numerosi scarichi non depurati che continuano a riversarsi in mare, spiega Giorgio Zampetti, responsabile Scientifico di Legambiente, e anche quest'anno i dati di Goletta Verde confermano la gravità della situazione, segnata anche dal problema dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e dalle continue illegalità ambientali che sfregiano coste e territori italiani".

L'associazione ambientalista, sulla scorta dei dati di Goletta di Verde 2017, a chiusura della campagna, ha depositato 11 esposti, per 38 situazioni giudicate particolarmente critiche. Con la speranza di fare tornare il Mediterraneo, se non più nostrum, almeno purgatum e quindi mundum.