Roma, (askanews) - Dagli anni '70 ad oggi. Lucio Campani, collezionista di videogame e curatore di Modena Nerd, il raduno di "nerd", a Modena il 17 e 18 settembre, racconta come sono cambiati nel tempo i videogiochi, arrivando a quelli di ultima generazione sempre più immersivi e simili ai film.

"Negli anni '70 il videogioco erano agli esordi, diciamo che per gli sviluppatori era un campo aperto da creare e sedimentare, non c'erano ancora i generi videoludici, poi sono arrivati i primi platform con le navicelle, i super Mario, e si è creato un mercato. Gli anni '70 e '80 sono gli anni in cui il videogioco assume un'identità" ha detto Campani.

"Nei '90 poi questa identità è già più definita ma rimane una grande vivacità, anche come produzione hardware, si fanno tanti esperimenti, nascono nuove macchine anno dopo anno e poi verso la metà del decennio c'è la transizione verso la tridimensionalità. Quindi Super Mario 64 e Super Mario Nintendo creando un nuovo modo di intendere il videogioco a 360 gradi, in uno spazio, e non in un piano".

Per Campani gli anni 2000 "sono gli anni della maturità espressiva: il videogioco è ormai abbastanza evoluto da essere in grado di raccontare delle storie e si avvicina sempre più alla cinematografia negli ultimi anni. Quindi c'è anche una semplificazione del game play, ma a vantaggio di una maggiore immersività, laddove i giochi, da una parte più immediati e dall'altra innovativi, sono appannaggio del mercato indipendente quindi ai margini del circuito delle grandi softer-house che talvolta vanno anche a recuperare qualcosa da quel mercato".