Bogotà (askanews) - "La Fifa organizza il calcio, non si occupa di salvare il mondo. Altri sono tenuti a farlo": in una conferenza a Bogotà, in Colombia, il presidente della Fifa, l'italo-svizzero Gianni Infantino ha liquidato così la denuncia di Amnesty International sullo sfruttamento di migranti nella costruzione degli stadi per i mondiali del 2022 in Qatar. Il rapporto si intitola 'Il lato oscuro del gioco più bello del mondo": si spiega come i migranti, che saranno 36 mila nei prossimi due anni, siano sottoposti a sistematici abusi che in alcuni casi corrispondono a lavori forzati.Nel corso di una tournée sudamericana che ha toccato Uruguay, Paraguay e Colombia, Infantino è tornato anche a parlare dei recenti mali dell'organizzazione che governa il calcio mondiale. "Non esiste - ha detto - una formula magica per superare la crisi istituzionale e d'immagine che attraversa il mondo del pallone", colpito da uno scandalo di corruzione senza precedenti"Dimostreremo ai tifosi - e anche io sono un tifoso - che bisogna avere fiducia. Lo faremo col duro lavoro e con i progetti", ha sottolineato Infantino che ha guardato al presente con l'impiego delle tecnologie a bordo campo."Non possiamo chiudere gli occhi di fronte alla tecnologia video. Ma bisogna fare attenzione, occorre esaminare bene l'impatto che avrà sulla fluidità del gioco", ha concluso Infantino.