Roma, (askanews) - Sono tornate coraggiosamente in campo le ragazze dello Sporting Locri, la squadra di calcio a cinque femminile del reggino che ha ricevuto minacce che hanno portato alle dimissioni del presidente della società calabrese Ferdinando Armeni.L'11esima giornata del campionato di serie A le ha viste scontrarsi con la Lazio, che ha vinto per 3-2, ma la loro vittoria è stata quella di tornare a giocare:Il presidente dimissionario Armeni, che si è trovato una gomma della sua auto forata e ripetutti messaggi minatori che chiedevano di chiudere la società, ha lasciato non senza polemiche: "Oltre al fatto di chiudere la squadra, c'era scritto: 'chi si siede in questo posto solitamente?' ed era messo nella parte posteriore dove c'è il seggiolino della bambina - ha raccontato Armeni - La paura ce l'hanno tutti per qualsiasi cosa possa accadere, vediamo la storia è emblematica da questo punto di vista. Siamo un po' più sereni, ma non possiamo vivere con la gente che ci ronza intorno, stiamo facendo sport".In tribuna anche il presidente della Federazione gioco calcio Carlo Tavecchio e il procuratore anti-mafia di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, che spiega: "Nel calcio femminile non credo che la 'Ndrangheta possa essere interessata a una squadra che ha 200-300 spettatori per volta, cioè, la 'Ndrangheta si trova dove c'è da gestire denaro e potere, in questo caso non c'è denaro non c'è potere".(immagini Afp)