Aden (askanews) - Prosegue e si consolida l'offensiva delle forze filogovernative yemenite, appoggiate dai raid aerei della coalizione araba guidata dall'Arabia Saudita, con l'obiettivo di riprendere dalle mani dei ribelli sciiti huthi e delle truppe fedeli all'ex presidente Ali Abdallah Saleh il territorio della provincia di Taez, nello Yemen sud-occidentale.I combattenti proseguono, grazie al supporto aereo ravvicinato dei caccia-bombardieri alleati, coordinato con l'avanzata dei reparti sul terreno."A tutta la maglia radio: le forze aeree stanno bombardando le posizioni ribelli". Questo il messaggio agli uomini impegnati in combattimento di un comandante locale in contatto con i jet in aria. "Avanzare con prudenza, al coperto dei raid di bombardamento e sfruttando l'appoggio aereo".Nella zona di Taez si continua a combattere ferocemente."Ci saranno ancora molte battaglie", spiega un volontario filo-governativo. "È un momento decisivo della guerra".È in questo quadro che s'inserisce il ritorno dall'esilio in Arabia Saudita del presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi. Dopo essere atterrato ad Aden, capitale provvisoria del paese, Hadi si è recato al palazzo della presidenza.I ribelli huthi sostenuti dall'Iran sono stati respinti da cinque province dello Yemen meridionale a seguito di un'offensiva governativa partita a luglio. La guerra civile yemenita è iniziata nel 2014 e gli insorti tengono ancora saldamente in mano le province del Nord tra cui quella della capitale Sanaa. Secondo i dati delle Nazioni Unite da marzo, quando è cominciata la reazione delle truppe schierate con il governo, il conflitto ha provocato 5.000 morti la metà dei quali civili.(Immagini Afp)