Sanaa. (askanews) - Si allontana la speranza di una rapida conclusione del conflitto in Yemen. Mentre nel porto di Aden continuano a giungere gli aiuti umanitari degli Emirati arabi uniti e continuano i raid aerei della coalizione militare guidata dall'Arabia saudita contro i ribelli huthi, si deve registrare il rinvio sine die della conferenza sotto l'egida dell'Onu che doveva riunire le parti in conflitto il 28 maggio prossimo a Ginevra.La situazione militare e diplomatica sembra arenata in uno stallo pericoloso. Due mesi dopo l'avvio, il 26 marzo scorso, della campagna di raid aerei da parte della coalizione araba sotto comando saudita per impedire ai ribelli sciiti huthi di assumere il controllo di tutto il paese, la situazione resta fluida.Nonostante gli attacchi, le milizie filo-iraniane insieme ai loro alleati, i reparti militari rimasti fedeliall'ex presidente Ali Abdallah Saleh, continuano a controllare la capitale Sanaa e vaste regioni a macchia di leopardo in tutto il paese.Le iniziative diplomatiche si sono dimostrate sinora insufficienti, come dimostra il fallimento di ogni tregua stabile e i negoziati sfumati di Ginevra. Era stato il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ad annunciare la conferenza che avrebbe dovuto contribuire a rilanciare il processo di pace in Yemen, riducendo le violenze e alleviando il peso delle sofferenze inferte alla popolazione.(Immagini Afp)