San'a (askanews) - Si aggrava il bilancio delle stragi terroriste in Yemen. Almeno 142 persone sono morte e altre 351 sono rimaste ferite negli attentati suicidi messi a segno contro due moschee sciite di San'a e una moschea di Saada, nel nord del paese, rivendicati dai miliziani integralisti sunniti dell'Isis.L'attacco è giunto dopo una serie di scontri scoppiati ad Aden, nel sud del Paese, tra le forze alleate al presidente Abedrabbo Mansour Hadi e quelle dei miliziani sciiti huthi che dallo scorso febbraio controllano la capitale yemenita.Lo Yemen è infatti spaccato tra il nord controllato dai miliziani sciiti e il sud dominato dalle forze alleate del presidente, fuggito lo scorso 21 febbraio da San'a e riparato ad Aden. La divisione corrisponde alla frattura confessionale tra sciiti e sunniti: gli huthi appartengono all'Islam sciita e rappresentano un terzo dei 24,5 milioni di abitanti.Gli attentatori suicidi hanno colpito due moschee di San'a affollate di fedeli huthi nel giorno della preghiera. Il primo si è fatto saltare nella moschea Badr, nella zona meridionale della capitale yemenita, mentre il secondo ha colpito quando gli sciiti stavano fuggendo. Un terzo terrorista ha preso di mira la moschea Al-Hashush, nella nord della città.Un quarto attentatore si è fatto saltare fuori dalla moschea di Saada, nel nord del Paese, senza però causare vittime. Le misure di sicurezza avrebbero infatti impedito al terrorista di entrare nel luogo di culto. Gli attentati sono stati rivendicati dalla frazione yemenita dell'Isis. Si tratta della prima rivendicazione del gruppo di al Baghdadi in Yemen.(Immagini Afp)